il porto Corsini, così chiamato in onore di papa Clemente XII, è un canale lungo 11 km. Inizia la sua attività nel 1738. La tradizione portuale di Ravenna però è molto più antica e risale già dal primo secolo dc, quando l’Imperatore Augusto vi dislocò una delle sue flotte.

Gestito da Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale; il porto di Ravenna acquisisce maggiore importanza , anche internazionale, del dopoguerra, quando vengono scoperti giacimenti di metano nelle acque antistanti la città. Si sviluppano i primi insediamenti petrolchimici portuali. Negli anni 70 la crisi petrolifera ridimensiona la domanda del petrolchimico; il porto si reinventa soprattutto grazie all’aiuto dei Privati ed aumenta il numero di nuovi terminal. Si specializza ulteriormente nella movimentazione di rinfuse, merci varie e container.
il porto di Ravenna oggi
Il Porto di Ravenna si caratterizza per gli scambi commerciali con i mercati del Mediterraneo orientale e del Mar Nero (quasi il 40% del totale nazionale ad esclusione del carbone e dei prodotti petroliferi) . Il porto è uno dei maggiori in Italia per quanto riguarda la gestione delle rinfuse solide: materie prime per l’industria della ceramica, dei cereali, dei fertilizzanti e degli sfarinati, di prodotti metallurgici, in particolare coils e per il legname. E’ un porto facilmente raggiungibile dai maggiori centri italiani ed europei. La connessione con la rete autostradale assicura rapidi trasferimenti verso le regioni Settentrionali dell’Italia, i paesi transalpini e dell’Europa centrale e settentrionale. Il collegamento con Roma ed il Sud è assicurato dalla E45 e dalla A14.

Il Porto di Ravenna è anche il più importante centro per le attività estrattive nel mare Adriatico. Un terzo del gas metano consumato in Italia è prodotto dagli impianti offshore al largo di Ravenna. Le competenze acquisite negli anni dalle aziende del ravennate che operano nei servizi offshore sono riconosciute a livello mondiale dagli operatori del settore. Nel 1992 le compagnie ravennati di servizio insieme agli operatori dell’industria estrattiva costituiscono il Ravenna Offshore Contractors Association (ROCA) che promuove le attività dei suoi associati in campo internazionale. Dal 1993 il ROCA organizza, con la Camera di Commercio di Ravenna e l’Assomineraria, l’ Offshore Mediterranean Conference and Exhibition (OMC).
il progetto Ravenna Port hub
Consorzio Stabile Grandi Lavori S.c.r.l e Dradging International n.v. Zwijndrecht (Belgio) si sono aggiudicati nel giugno 2020 i lavori di ampliamento e adeguamento del porto di Ravenna al transito delle supernavi container. Il valore complessivo delle opere è di 235 milioni di euro e prevede l’escavo di 5 milioni di metri cubi di sedimenti, per approfondire i fondali del porto sino a 12,5 metri. Verranno rifatte le banchine esistenti (per oltre 6,5 km) per adeguarle ai nuovi fondali e sarà realizzata una nuova banchina della lunghezza di oltre 1.000 metri in Penisola Trattaroli dove sorgerà, tra l’altro, il nuovo terminal per container.
Il porto di Ravenna è candidato dal progetto europeo TEN-T a diventare il terminale meridionale del corridoio n. 1 Baltico-Adriatico (che collegherà Helsinki a Ravenna, nell’ambito del quale sono previsti i collegamenti ferroviari Vienna-Udine-Venezia-Ravenna e Trieste-Venezia-Ravenna) e rientrando nella ristretta lista degli 83 core ports europei.
Non rimane che augurarsi che prosegua la vivacità imprenditoriale di Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, perchè il porto di Ravenna sta diventando sempre più importante sia per l’indotto regionale che per la rete dei porti italo-europei.
Ad Maiora!
il porto franco di Trieste
qualche curiosità
il porto franco di Brindisi
terminalista cercasi



