Nel 1736 sotto il dominio Mediceo, Livorno contava 30.000 abitanti. Fu proprio la necessità di questa potentissima famiglia fiorentina, ad avere uno sbocco sul mare, a creare le basi dello sviluppo del porto di Livorno prima e della città dopo. Nel 1745 lo sviluppo urbanistico di Livorno procedette con la reggenza dell’Imperatore d’Austria Carlo VI. Nel diciottesimo secolo , prima i francesi, poi gli spagnoli ed infine gli inglesi occuparono la città ed il suo porto a dimostrazione dell’importanza strategico-marittima e commerciale che il porto di Livorno aveva costruito sin dall’antichità.
Il porto di Livorno
oggi è composto da 4 bacini: Avamporto, Porto Mediceo, Bacino S. Stefano e Porto Industriale. Ha due imboccature: Bocca Nord e Bocca Sud che è la principale. E’ attualmente uno dei più importanti del Mar Mediterraneo ed è inserito nella lista europea dei porti strategici del corridoio TEN T, perchè può movimentare qualsiasi tipo di merce, da quella liquida a quella solida in rinfusa, alle automobili, ai prodotti congelati, alla frutta, agli impianti destinati alle realtà industriali. Movimenta migliaia di container in arrivo ed in partenza per tutto il mondo, grazie anche all’entrata in funzione del terminal Darsena Toscana. Inoltre le navi gasiere che arrivano dal Nord Africa, scaricano gas liquido in cavità artificiali situate a 100 metri sotto il livello del mare. Questo tipo di stoccaggio è l’unico in Italia ed è il secondo in Europa dopo quello di Lavéra (Marsiglia).
Il porto di Livorno ha anche una notevole importanza turistica con i suoi 700.000 transiti crocieristici all’anno con più di 500 scali.
Alcuni numeri:
- 11 km lineari : tra banchine e pontili
- 100 punti di attracco
- 3 bacini di carenaggio di cui 1 galleggiante
- 2.500.000 mq è l’estensione complessiva dell’area portuale
- 1.600.000 mq è lo specchio d’acqua antistante il porto
- 60 km di linee ferroviarie
nel 2019 il porto ha movimentato 790 mila container da 20 piedi, terzo dietro Genova e La Spezia
Il Progetto Darsena Europa
Il 2021 porta quasi 500 milioni di euro di investimenti pubblici e privati che sono destinati a riqualificare il porto di Livorno e a renderlo transitabile in parte dalle grandi navi. Anche il fondale verrà allargato e dragato ad una profondità maggiore. I lavori interesseranno anche le vie ferroviarie dove in alcuni punti vedranno la modifica e l’adeguamento di alcune gallerie. Verranno realizzate anche opere tecniche nei canali esistenti ed una nuova area Container. I lavori dovrebbero iniziare nel 2022 e terminare (si spera) nel 2024. Un altro tassello strategico nella competizione commerciale cinese e degli altri Paesi nel mediterraneo.
La prospettiva è quella di un aumento dei posti di lavoro e di una migliore capacità di attrarre “interessi” sia nazionali che internazionali con una forte propensione all’export. La realizzazione della Darsena Europa avrà importanti effetti sull’economia regionale e su quella della provincia di Livorno.
L’import-export via mare rapporta la Toscana principalmente con l’Asia Orientale (22%) e con il Nord America (21%). In particolare l’Asia Orientale è il principale partner commerciale della regione per l’import (con il 22,6% del totale); per le esportazioni prevalgono i Paesi del Nord America (con il 27,3%) .
A mio modestissimo parere la singolarità storica e paesaggistica della Toscana può essere di aiuto allo sviluppo del porto di Livorno a patto che vengano migliorate tutte le vie di trasporto insieme ad un migliore e più articolato approccio al turismo . Di concerto, lo sviluppo di fonti di energia che siano eoliche, mareali o di altra natura sono importanti da una parte per abbassare il costo dell’energia e dall’altra per avere ulteriori introiti dallo sfruttamento delle nuove risorse tecnologiche.
L’Economia Verde è il futuro da cui non si può prescindere ed è anche un fattore attrattivo. La competitività passa anche attraverso la capacità di organizzare un sistema cooperativo ed articolato dove Regione, Stato e Istituzioni europee lavorano in sinergia per creare un ambito di attrattività di maggiori capitali privati. La mancanza di ulteriori spazi di ampliamento del porto di Livorno per arrivare alle capacità dei principali porti europei non deve diventare una limitazione, bensì il trampolino di lancio per modelli peculiari ed innovativi.
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