Capobianco
Il porto di Brindisi , con la caratteristica forma a testa di cervo, è tra i porti più importanti del settore adriatico.
Il 3 febbraio 2021 il direttore generale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM), il Dr. Marcello Minenna, ha approvato un importante progetto all’interno dell’area portuale di Brindisi.
Nella zona denominata “Capobianco” è stata delimitata una ZONA FRANCA DOGANALE.

Capobianco sarà la seconda zona franca portuale italiana dopo Venezia. Avrà una superficie di 121.650 metri quadri che sarà interamente migliorata con progetti di riqualificazione ambientale e di banchinamento.
Per il territorio brindisino si aprono scenari incoraggianti riguardo la questione occupazionale ed industriale grazie all’indotto generato dalla peculiarità della Zona Franca.
nuove opportunità
Per comprendere meglio questo aspetto occorre sapere che il porto di Brindisi è un importante collegamento turistico con le coste balcaniche, albanesi, greche e turche. Il traffico industriale invece, concerne sostanze chimiche, olio combustibile, gas naturale e carbone. Le merci provenienti da Paesi esterni all’Unione Europea possono rimanere nella zona franca mantenendo lo Stato estero. Questa particolare condizione doganale consente di custodire le merci importate senza limiti di tempo, senza pagare dazio.
Abbiamo parlato dei dazi, c’è altro da sapere perchè la natura particolare della zona franca, al momento dell’esportazione definitiva, nel caso in cui le merci siano destinate a paesi extra Unione Europea; esonera il proprietario delle merci al pagamento dei dazi doganali. Se invece le merci sono destinate a circolare nell’Unione allora saranno soggette agli obblighi doganali.
la gestione dei dazi doganali
Ne consegue che la zona franca diventa utile anche quando gli importatori non possono assegnare immediatamente alla merce una particolare destinazione doganale. Altre peculiarità della situazione derivano dall’assenza dei depositi di garanzia e dalla possibilità di gestire l’IVA sulle merci in attesa di essere spedite. In pratica gli importatori hanno a disposizione uno strumento flessibile che li metterà nelle condizioni di poter gestire al meglio il loro mercato di riferimento.
Non rimane che scrivere il regolamento di esercizio da parte di ADM ; a Cassa Depositi e Prestiti il compito di ricercare sul mercato globale un terminalista che creda nello sviluppo del porto franco di Brindisi.
Un plauso all’iniziativa di tutti coloro che si sono attivati a riguardo.
Ad Maiora !



