Veicoli elettrici a ricarica wireless

Veicoli elettrici a ricarica wireless

Stiamo attraversando un periodo di transizione tecnologica. Il passaggio dai veicoli a motore endotermico a quelli a motore elettrico sta impegnando a pieno regime gli ingegneri di vari campi in tutto il mondo e spuntano anche soluzioni di veicoli elettrici a ricarica wireless.

Qualcomm Halo (multinazionale USA), Momentum Dynamic Inc (USA), Witricity (Cina) , Talaco project (Germania) , Connect Kerb (UK), Magmet (Svezia), Quilu (Cina), ElectReon Wireless (Israele) , sono solo alcuni dei nomi degli attori che si stanno impegnando nella produzione di brevetti e tecnologie per rendere la ricarica ad induzione una realtà.

Che cos’è la ricarica wireless o ad induzione?

E’ una tecnologia che conosciamo già perchè la utilizziamo per ricaricare i nostri telefoni nella modalità wireless. E’ sufficiente appoggiare il dispositivo su un tappetino collegato alla rete elettrica affinché il nostro telefonino cominci la ricarica.

Questa stessa tecnologia viene utilizzata nei nuovi progetti della mobilità elettrica. Ovviamente la potenza elettrica è adeguata allo scopo ed al momento si parla di 11 kw disponibili sulla tratta. Il principio prevalente vede la rete elettrica immersa dentro l’asfalto per qualche centimetro ed il veicolo che riceve, tramite induzione magnetica, la ricarica nelle proprie batterie. I veicoli elettrici attuali possono ricevere la ricarica in questa modalità? NO ed è probabile che vengano studiate delle modifiche da installare nei veicoli già circolanti. Va anche detto che ci vorranno ancora degli anni prima di vedere ultimati i progetti ad induzione, pertanto la nostra bella macchinina sarà ormai vecchiotta ed obsoleta.

Chi sviluppa i protocolli per l’immissione nel mercato?

Sae International è un azienda che si occupa di studiare i protocolli operativi in ambito aerospaziale e veicolare. Ha reso disponibili le linee guida per realizzare in sicurezza ed efficienza i futuri impianti induttivi. I protocolli sono noti con la sigla SAE J2954 e SAE 2846/7.

Non avremo più bisogno delle colonnine per la ricarica nei parcheggi, perchè sarà sufficiente parcheggiare la vettura sopra una piastra collocata a terra per iniziare il processo di ricarica; mentre per i veicoli in movimento, sarà sufficiente transitare nei percorsi che dispongono della tecnologia ad induzione e le batterie non vi lasceranno mai a piedi.

Smartroad Gotland dove i veicoli elettrici a ricarica wireless vedono i primi progressi.

in questa bellissima isola nel Mar Baltico l’Amministrazione svedese dei Trasporti ha realizzato 1,6 km della prima tratta ad induzione funzionante al mondo. Un camion ed un autobus la stanno testando , potrebbero essere i primi veicoli elettrici a ricarica wireless al mondo . Ad una prima analisi non sono più necessarie batterie pesanti e costose che poi andranno in qualche modo smaltite. Nel resto del mondo i test e la realizzazione di brevi tratte sono già in corso e contribuiranno ad implementare i dati già disponibili.

ElectReon e BREBEMI

Anche l’Italia fornirà il suo contributo. Nel novembre 2020 la società israeliana ElectReon ha perfezionato il suo accordo con BREBEMI. Svilupperà la sua tecnologia su 1 km della A35. Il progetto costerà 80 milioni di euro che saranno tutti a carico della società autostradale e durerà 3 anni, mentre ElectReon fornirà l’installazione e gli strumenti per analizzare i dati. Se il progetto darà i suoi frutti 62 km della tratta saranno modificati in entrambi i sensi di marcia.

In Italia dove prenderemo tutta l’energia necessaria per la mobilità elettrica ed i veicoli elettrici a ricarica wireless?

I dati di TERNA del 2018 , principale operatore italiano di trasmissione e dispacciamento dell’energia elettrica, dicono che nel nostro Paese la produzione maggiore arriva da fonti non rinnovabili. La generazione idroelettrica è invece al primo posto tra le fonti rinnovabili che annovera anche (in minima parte) la produzione da fotovoltaico, biomasse, eolico e geotermico.

Mi ricordo ancora delle caldissime giornate estive che mettono in crisi il Gestore elettrico per via delle richieste energetiche dei climatizzatori d’aria; inoltre la scarsità delle piogge sta mettendo a dura prova le forniture idro-elettriche e quindi come faremo? In aggiunta abbiamo il costo dell’energia elettrica più alto d’Europa se non del pianeta, il gioco varrà la candela?

Dai dati forniti mi pare non ci si possa aspettare molto , in termini di produzione, dalle fonti rinnovabili anche nel caso si facciano investimenti in nuovi impianti, senza che tutto ciò ricada “significativamente” nella bolletta.

dati di terna

e quindi?

Nel breve periodo l’evoluzione e l’efficienza delle nuove apparecchiature elettriche andrà a contenere il fabbisogno energetico; anche l’ Intelligenza Artificiale tramite internet farà la sua parte.

L’aumento della richiesta energetica è però un problema che dobbiamo risolvere.

Il progetto Iter è un percorso sperimentale che sta portando la produzione di energia elettrica a livelli tecnologici mai sperimentati. E’ un progetto che vede partecipare tutto il mondo . Un primo prototipo di reattore a fusione nucleare sta venendo ultimato in Francia a Cadarache il sito è visitabile anche se è ancora in fase di ultimazione lavori. Il prototipo dovrà eseguire numerosi test prima di avviare la fase di produzione delle centrali vere e proprie, stiamo parlando di un lasso temporale che può durare diversi decenni.

e nel frattempo?

Restiamo ottimisti. Se non dovessero bastare le soluzioni dei veicoli elettrici a ricarica wireless, possiamo sempre realizzare una modernissima centrale nucleare. Ma questa è un altra storia.

Ad Maiora!