Raccontare in sintesi che cos’è Vision Zero non è facile , ma possiamo almeno provarci.
Nasce in Svezia nel 1997 con il preciso scopo di eliminare i fattori che determinano vittime e feriti negli incidenti stradali.
Successivamente anche molti altri Stati adottarono questa prerogativa allargandone però il contesto. Per quanto concerne l’ Unione, possiamo sintetizzare il concetto in questa maniera:
Vision Zero in breve
- Anticipare e gestire il cambiamento nel nuovo mondo del lavoro
- Migliorare la prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni
- Aumentare la preparazione per possibili future minacce per la salute.
e ancora
- Migliorare la raccolta di dati sugli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali e analizzare le cause profonde di ogni decesso o infortunio sul lavoro
- l’istituzione di un gruppo di lavoro su Vision Zero nell’ambito del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul lavoro (ACSH) e lo sviluppo di azioni e strumenti di informazione mirati per aumentare la consapevolezza
- rafforzare l’applicazione sostenendo il Comitato degli alti ispettori del lavoro (SLIC) nella sensibilizzazione sulla riduzione dei decessi sul lavoro a livello aziendale, sulla condivisione delle buone pratiche e sul sostegno a una maggiore formazione per gli ispettorati del lavoro.
Vision Zero è in sintesi un Progetto Globale, un protocollo, che l’ Unione ha recepito nel giugno 2021 implementandolo nella precedente Direttiva Pilastro, iniziando un percorso insieme ad altri Stati nel mondo.
Cosa si prefigge questo progetto? L’obiettivo è la salvaguardia della salute dei lavoratori, anche quelli mobili. Nessuno dovrebbe più morire sul posto di lavoro.
Come?
L’ambito di applicazione è ampio e coinvolge molti settori ed attori sociali, dagli Stati alle organizzazioni governative, dalle rappresentanze imprenditoriali a quelle sindacali; dai datori di lavoro ai lavoratori stessi.

solo alcuni esempi
Le nuove tecnologie fanno uso di metalli e componenti che in fase di lavorazione e produzione espongono i lavoratori a sostanze cancerogene ( prima causa di morte nell’ Unione ). Vision Zero sviluppa e sta sviluppando approcci e metodologie atte ad eliminare questa condizione. In concreto le aziende investono in strumenti di salvaguardia attivi e passivi e i governi introducono soglie limite sempre più restrittive. Gli imprenditori rispondono attingendo alle risorse comunitarie per acquisire criteri e macchinari di ultima concezione.
e ancora
In Austria, i mezzi pesanti con peso superiore alle 7,5 t sono obbligati a montare un dispositivo radar sul lato destro del veicolo. Questa tecnologia rende visibili persone e veicoli nascosti negli angoli ciechi durante la svolta a destra.
e ancora
La risoluta decisione sulla riduzione di emissioni inquinanti nell’atmosfera è una conseguenza dell’influenza che Vision Zero sta avendo sui governi e sui costruttori di veicoli e di strumenti a motore endotermico. Anche l’introduzione di tecnologie di sicurezza sui veicoli e sugli oggetti di uso quotidiano è una conseguenza dell’applicazione di Vision Zero come anche l’uso e lo sviluppo di dispositivi di defaticamento sui mezzi pesanti.
e ancora
Anche il virus Covid-19 , le sue varianti e le future minacce virali e batteriologiche rientrano nelle casistiche che Vision Zero sta gestendo con le metodologie in uso attualmente nei luoghi di lavoro. Questo protocollo sarà sempre più migliorato grazie anche ai risultati che la ricerca scientifica sta apportando in questo ambito.
concludendo
Vision Zero è un progetto ambizioso che sta coinvolgendo migliaia di professionisti in tutti i settori merceologici e lavorativi a livello mondiale ed anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte. Lavorare più sicuri genera dei costi, è vero, costi che però le aziende affrontano con aiuti economici mirati che l’Unione mette a disposizione degli Stati e questi ultimi ai diretti interessati. La maggior parte dei nostri imprenditori ha , anche inconsapevolmente, un impostazione corretta nei confronti di Vision Zero perchè offre concretamente un accesso a forti investimenti ed opportunità per le loro aziende. Una migliore comunicazione istituzionale potrebbe stimolare meglio il dialogo tra le parti sociali al fine di generare comportamenti virtuosi e più consapevoli perchè i maggiori beneficiari di questi sforzi saranno soprattutto le future generazioni.
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