La Direttiva Pilastro. Diritti sociali e del lavoro nell’Unione.

La Direttiva Pilastro. Diritti sociali e del lavoro nell’Unione.

La priorità è quella di creare nuovi Diritti comuni dei Cittadini e dei Lavoratori europei. Un impegno non facile da concretizzare e tuttavia nobile. Il nome del progetto , tradotto in italiano, è IL PILASTRO . In sintesi la Proposta di Direttiva raccoglie in 20 punti , iniziative di carattere sociale e lavorativo articolati in 3 macro categorie.

1) pari opportunità e accesso al mercato del lavoro.

2) condizioni di lavoro eque.

3) protezione sociale e inclusione.

Comprendiamo meglio come si è arrivati a questo pronunciamento. Tutto nasce nel 2017 con il LIBRO BIANCO SUL FUTURO DELL’EUROPA si crea un orizzonte temporale di impegni da realizzare entro il 2025. Si innesca un processo strutturale che raggiunge tutti gli ambiti sociali e lavorativi che fino ad allora avevano aspetti “marginali”. L’Unione Europea nasce con una moneta unica e non con un percorso di accomunamento sociale, culturale e lavorativo delle differenze tra Stati membri. Ecco quindi spiegata l’importanza di queste nuove iniziative Comunitarie. Costruire l’Europa. Le prime righe del Libro citano testualmente:

Per generazioni l’Europa ha sempre rappresentato il futuro.

Il tutto è partito dalla visione di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, prigionieri politici confinati dal regime fascista sull’isola di Ventotene durante la seconda guerra mondiale. Il loro Manifesto per un’Europa libera e unita prospettava un luogo in cui alleati e avversari si sarebbero riuniti per garantire che le “vecchie assurdità” dell’Europa non risorgessero più.”

Un Progetto ambizioso che cambierà il mondo del lavoro dei Cittadini dell’Unione che vedrà sempre più coinvolgere le Associazioni di Categoria in qualità di attori fondamentali del processo di sviluppo del Salario minimo dei lavoratori.

Quest’ultimo è un punto fondamentale perchè dovrà dare dignità ed equità ai lavoratori europei. Si stima debba essere non meno del 60% del salario medio lordo dell’Unione. Tale risultato deve raggiungersi col dialogo delle Parti Sociali che si impegneranno in una contrattazione collettiva. L’impegno del Progetto Pilastro si manifesta anche con azioni di monitoraggio delle applicazioni concordate, questione di non poco conto. La contrattazione collettiva è un punto chiave del successo di questo percorso. Se le condizioni sociali ed economiche dell’Unione mutano i lavoratori hanno un valido strumento che chiama le Parti Sociali a discutere. Una fetta di popolazione che varia tra i 10 e i 20 milioni di individui, trarrebbero vantaggi da tali miglioramenti che aiuteranno a colmare il divario retributivo tra uomini e donne.

Autotrasportatore
lavoratore mobile

Le aziende invece hanno manifestato molte perplessità riferendosi ad un possibile incremento dei costi del lavoro per le imprese, all’aumento dei prezzi e, in misura minore, alla riduzione dei profitti. L’impatto sulle imprese però sarebbe attenuato da un incremento dei consumi dei lavoratori a basso salario, che sosterrebbe la domanda interna. Le imprese, e le PMI in particolare, trarrebbero inoltre vantaggio da aumenti più progressivi e prevedibili dei salari minimi, che migliorerebbero il contesto imprenditoriale. Diventa sempre più importante per l’Unione Europea poter “governare” gli aspetti più sensibili all’interno della società; questo per garantire stabilità economica e finanziaria all’interno dei propri confini insieme ad una migliore programmazione degli obiettivi a medio e lungo termine. Le aziende ed i lavoratori italiani devono farsi trovare pronti di fronte a queste novità, anche le Parti Sociali devono essere all’altezza dei nuovi compiti che li aspettano. E’ nel nostro interesse farlo. Qui trovate lo studio del progetto Pilastro.

Ad Maiora !


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