il 2024 è l’anno in cui in teoria l’ Umanità dovrebbe tornare sulla Luna. Probabilmente questa data avrà qualche modifica, ma una cosa è certa: le agenzie spaziali di tutto il mondo nazionali e private , compresa quella italiana chiamata A.S.I. , stanno lavorando a questo obiettivo affinchè l’umanità si insedi definitivamente sulla Luna.
Si , andremo per restarci.
Il programma spaziale Artemis è molto complesso, ma sono certo che il divulgatore scientifico Adrian Fartade vi aiuterà a comprendere meglio la portata di questa nuova sfida che…ci aiuterà ad arrivare anche su Marte. Come? Ci vorrà del tempo e qualche altra scoperta scientifica che potremo fare solo superando le nuove sfide che ci porterà la colonizzazione lunare. Sapete perchè è stato scelto il nome greco della sorella del dio Apollo? Il programma Apollo è stato il primo programma spaziale a portare gli esseri umani sulla luna. Il programma Artemis segnerà il ritorno dell’ umanità sulla luna e molto probabilmente sarà proprio una donna a mettere il primo piede sul suolo lunare !
Vi starete chiedendo che ha a che vedere la conquista della Luna e di Marte con i trasporti. Domanda legittima, ma la risposta è tuttaltro che ovvia. I materiali che dovranno andare in orbita intorno alla Terra e poi dirigersi nell’orbita lunare partiranno con un nuovo sistema di volo. La novità di questo sistema messo a punto da Space X permetterà a parte di questi immensi e costosissimi razzi di…rientrare sulla Terra per poter poi essere riutilizzati. In che modo arriveranno i beni da lanciare in orbita? Ovviamente qualcuno dovrà pur trasportarli.
La cosa certa è che la corsa tecnologica verso lo Spazio del Programma Artemis , svilupperà un indotto economico che peserà moltissimo e che in breve tempo diventerà anche di importanza strategica per ogni Stato. Anche la logistica ed i trasporti dovranno galoppare ed adeguarsi a standard organizzativi elevati e performanti. E’ molto probabile che sia necessario sviluppare sistemi di trasporto che siano in grado di garantire anche la non contaminazione dei beni trasportati. Il fattore umano all’ interno dei trasporti che peso avrà? A mio parere è difficile prevederlo con precisione, tuttavia l’alta capacità di automazione dei veicoli spingerà verso la guida automatica il futuro del trasporto. Questo aspetto però non escluderà definitivamente la presenza umana a bordo e a terra. Una possibile avaria tecnica o meccanica può essere risolta facilmente con personale tecnico già a bordo dei mezzi di trasporto oppure disponibili lungo il percorso. Stesso discorso per le future basi logistiche che si integrerano con i vari hub spaziali . Esse avranno la capacità di gestire i flussi di trasporto coordinandosi coi tempi di elaborazione e di stoccaggio delle piattaforme che poi indirizzeranno i beni alle basi di lancio. Il fattore umano dovrà necessariamente essere di alto profilo tecnico, dovrà essere in grado di operare rapidamente su diversi livelli di intervento; dai problemi software a quelli meccanici.



Il continente europeo ha una base di lancio nella Guyana francese , a Kouroru per la precisione. La scelta dei siti è in gran parte “obbligata” dalla loro posizione prossima all’equatore, ma anche dalla lontananza dai centri abitati; il rischio di un incidente durante il lancio esiste sempre. La posizione equatoriale offre molti vantaggi sul piano della velocità; in corrispondenza dell’equatore la velocità tangenziale di rotazione è di 1,675 km/h serve meno carburante per mandare in orbita eventuali carichi per cui lo spazio che si risparmia con il carburante lo si dedica al carico. L’evoluzione tecnologica dei lanciatori è in atto e chissà un giorno potremmo lanciare anche dal continente europeo. Sembra che l’attuale base di lancio ad Andøya, in Norvegia, sia la migliore candidata. Attualmente ospita un sito di lancio di razzi e palloni aereostatici, una stazione di terra, un osservatorio e un sito di test utilizzato per applicazioni di difesa. Come detto, sarà l’evoluzione tecnologica dei razzi a disegnare le future mappe dei siti di lancio e delle conseguenti infrastrutture di collegamento. Comprese quelle logistiche .
Su Marte come ci arriviamo?
Attualmente l’arrivo sul pianeta rosso e la sua colonizzazione sta impegnando le agende dei prossimi anni di tutte le agenzie spaziali pubbliche e private del mondo. Una cosa però si sa di preciso, sarà più conveniente farle partire dalla Luna. Senza scendere in tecnicismi che NON mi competono, uno dei motivi è legato alla bassa gravità lunare e quindi alla quantità di carburante da utilizzare per arrivare su Marte in rapporto con il carico da trasportare.

Non ci resta che attendere gli sviluppi e le scoperte tecnologiche lunari che grazie al programma Artemis non mancheranno. Nel frattempo , se volete, potete godervi il video che ha girato Curiosity su quel mondo lontano che noi umani abbiamo chiamato Marte.
il Futuro è già qui diamoci dentro gente!
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