Salario e Sindacato . Quando l’unione fa la forza.
L’utilizzo di sistemi retributivi che premiano la produttività , rispetto il numero di ore lavorate, è aumentato sostanzialmente in tutta Europa . Queste retribuzioni si sono diffuse grazie alla innovazione tecnologica degli strumenti di lavoro, alla maggiore apertura delle imprese alle potenzialità del web e alla presenza di lavoratori altamente specializzati all’interno dell’organico aziendale. Questi lavoratori, sono in grado di sviluppare ed applicare metodiche operative molto performanti che si possono utilizzare anche al di fuori dei contesti di lavoro tradizionali.
Sindacato e Istituzioni
I fattori istituzionali come la legislazione sulla protezione dell’occupazione e gli accordi dei contratti collettivi hanno svolto un ruolo importante nel raggiungimento di questi obiettivi. Tuttavia questa forma di premiazione remunerativa può contribuire all’aumento della disuguaglianza salariale rispetto gli altri lavoratori che non possono operare al di fuori dei classici ambiti operativi.
Una inaccettabile gara al ribasso del salario.
Sono molti i posti di lavoro del territorio dell’Unione che, seppure con un salario risicato, sono una forte attrattiva per quei lavoratori che in patria sono pagati persino di meno.
Nel luglio 2021 un gruppo di sindacalisti rumeni di Alpha Cartel, ha organizzato una manifestazione itinerante di protesta. Quattro giorni tra Bucarest e Bruselles per protestare contro i bassi salari che costringono i loro compatrioti a fare un viaggio simile per trovare un lavoro dignitoso ( qui la fonte ).
La presenza di differenti remunerazioni salariali, all’interno dell’Unione per una determinata mansione crea, da parte dei datori di lavoro, un avvitamento salariale verso il basso. Se all’interno di un Paese dell’Unione i margini di profitto possono essere migliori in un altro Stato , sempre dell’Unione , pur producendo il medesimo bene, con addirittura un migliore sistema fiscale , allora si creano le condizioni di opportunità che molti imprenditori sono in grado di cogliere tramite la delocalizzazione della propria impresa.
e gli Stati dell’Unione cosa fanno?
il Mercato dell’Unione si è dato delle norme molto severe per favorire la concorrenza leale tra imprese ed una migliore condizione dei lavoratori; tuttavia sono gli Stati che devono legiferare efficacemente contro i comportamenti scorretti. Tali comportamenti,, è opportuno ricordare, possono danneggiare gravemente il tessuto sociale all’interno dell’Unione. Il contesto normativo italiano scoraggia le delocalizzazioni ed il cabotaggio sleale, ma non ha condizioni fiscali più vantaggiose rispetto altri Stati dell’Unione; un problema comune ad altri Paesi e non soltanto nostro.
salario sindacato produttività
Come può un conducente di autobus o di un mezzo pesante, lavorare in smartworking e produrre di più rispettando il codice della strada e senza compromettere la sicurezza stradale? Semplicemente non può, ma invece, si dovrebbe premiare il suo modo di lavorare che evita incidenti stradali pur garantendo il servizio giornaliero. Vi risulta ci siano in atto tali iniziative?
Tali lavoratori sono da considerarsi specializzati anche se non hanno un diploma superiore? Questi lavoratori hanno il CQC ( vi rimando qui se non sapete di cosa parlo ) oltre alle loro ( costose ) patenti. In aggiunta possono avere ulteriori specializzazioni come ad esempio l’abilitazione ai trasporti di merce pericolosa ADR , oppure l’abilitazione all’ utilizzo di autogru, di autopompe e di ogni altro strumento aggiuntivo che richiede l’acquisizione di un patentino. Ogni ulteriore abilitazione è una specializzazione aggiunta. Lavoratori iper specializzati utilizzati per molte ore della giornata, che però hanno una retribuzione di base non adeguata.
Ovviamente il caso del conducente è quello che conosco meglio, ma potrei fare esempi anche in ambito del settore artigianato. Mi viene in mente il caso di alcuni collaboratori di un noto marchio di arredamenti che per rispettare i loro tempi di lavoro a volte orinano nelle bottigliette di plastica… si lo so, lo fanno anche alcuni conducenti.
come se ne esce?
Non serve girarci intorno; facendo appello alle proprie organizzazioni di categoria. Perchè non lo facciamo?
Quando ho chiesto ad amici e familiari perchè noi lavoratori italiani abbiamo un rapporto difficile con il sindacato, ho ricevuto risposte che hanno evidenziato tratti molto negativi, ma sempre e ripeto sempre molto generiche.
” …all’inizio ti riempiono la testa, poi ti “fregano“, si mettono “daccordo…” ; “…gente che non ha voglia di lavorare…” ; “…ti chiedono la retta annuale e poi ciao core…” ; “…sono peggio dei partiti, coi nostri soldi si son fatte case, comprate barche, alcuni elargiscono pure mutui e poi cane non mangia cane…”
potrei andare ancora avanti, però è evidente che prevale solo un aspetto della questione. Quello peggiore. Non sto affermando che non esistano “ombre” addosso alle organizzazioni sindacali, voglio invece dire che i sindacati, i sindacalisti , attualmente , sono impegnati in centinaia di tavoli contrattuali molto complessi e diversi tra loro. Perchè questo aspetto viene trascurato? Forse perchè spesso le circostanze in cui si trovano ad intervenire sono destinate a capitolare di fronte alle intenzioni di quegli imprenditori che hanno già deciso la sorte della loro azienda. Vicende che vengono riprese dai media , che vengono sbattute al telegiornale , la spettacolarizzazione della disperazione e del dolore dei lavoratori di fronte all’ “ennesima disfatta sindacale” e “all’assenza dello Stato”. Ma è davvero così?
Se quei lavoratori accedono agli ammortizzatori sociali , lo devono proprio all’impegno che le organizzazioni sindacali hanno profuso all’interno dei tavoli istituzionali dei precedenti governi e di quello attuale. Altro che disfatta sindacale ed assenza dello Stato.
E’ evidente che nelle aziende dove non è entrato un sindacato, le condizioni dei lavoratori ed i loro salari non sono migliori di coloro che operano in un azienda dove invece è presente una delegazione sindacale. Salario e condizioni di lavoro , migliorano sensibilmente negli ambiti lavorativi , soprattutto con contrattazioni definite di secondo livello ; anch’esse previste dalle nostre norme.
ulteriore considerazione
Quando un imprenditore deve affrontare una situazione che conosce poco , si affida ovviamente ad un consulente. Sono molti gli aspetti delle realtà aziendali che richiedono l’intervento di uno o più specialisti. E’ una prassi normale ed auspicabile per evitare sprechi di risorse e di tempo ; perchè allora i lavoratori non interpellano i loro consulenti , i sindacalisti , per avere pareri , consigli o chiedere un intervento? Chi meglio di loro può presentare le nostre istanze con un adeguato linguaggio e preparazione professionale, senza perdite di tempo ?
conclusioni
Cari lavoratori, avere un sindacato che ci segue è un pò come avere un amministratore nel proprio condominio. Hanno mansioni tecniche e contrattuali, sono preparati e gestiscono le cose per nostro conto, ma la qualità dei loro risultati è proporzionale al nostro livello di partecipazione e di presenza nei loro confronti. Curano i nostri interessi per nostro conto e non al posto nostro. Siamo noi lavoratori a dover determinare il risultato da raggiungere; il sindacalista deve valutare e/o suggerire percorsi ed attivarsi per quel fine. Se un tale sindacalista non è ritenuto all’altezza del compito che gli avete affidato, rivolgetevi ad un altro sindacalista. Non buttate tutto alle ortiche.
solidarietà tra i lavoratori e sostegno al sindacato
Torniamo al nostro esempio condominiale. A volte succede che per far valere le proprie istanze , si debba ricorrere al giudice. Si attiva un procedimento “conflittuale” , inteso come confronto civile tra le parti, necessario a riconoscere un danno, una mancanza. A volte, il “conflitto” è necessario per sbloccare un risultato. A giudicare da quanto sono intasati i tribunali in Italia, gli italiani sembrano molto litigiosi ( sono ironico ).
Allora perchè quando si deve ricorrere allo sciopero ci si drizzano i peli sulla schiena? Perchè perdiamo giorni di lavoro e soldi? Scusatemi, quando fate causa a qualcuno non pagate le spese processuali ed il vostro avvocato ? Certo che si! Se in banca non avete risparmi dovete accedere ad un prestito! Abbiamo appena detto che il “conflitto” , a volte , si rende necessario per sbloccare una situazione; ed è così; ce lo insegna l’esperienza. Un confronto tra le parti si deve attivare anche quando una delle due fazioni vuole sottrarsi al dibattito. Lo dice la legge ; i tribunali servono per questa ragione.
Quando invece sono altri lavoratori a manifestare, dovremmo mostrare una solidarietà costruttiva. Con i social media ad esempio , con lettere alle Istituzioni indicando suggerimenti e altro ancora; non restiamo indifferenti.
Viviamo tutti sotto lo stesso cielo.



